Default text, this is the text that 3.x browsers will see You can have lot's of ˜ here in stead. Or you can use a script to write in text only if it's Netscape 4 (you have to do that so that the layer gets some content or the written in text won't show correct.


Cerca nel sito



HOME
1.1. TI INVITO A UN VIAGGIO - Stefano
1.2. Charles Baudelaire
1.3. Rimbaud
1.4. Un Elogio alla Passione
1.5. Dormono sulla collina
1.6. Il Sogno
1.7. Un grido contro il potere
1.8. La poesia di Pazienza
1.9. Qualcosa di mio
2.01.ELIZABETH - Letteratura al femminile
2.02. Isabella di Morra
2.03. Elizabeth Barrett Browning
2.04. Sylvia Plath
2.05. Emily Brontë
2.06. Florbela Espanca
2.07. Sibilla Aleramo
2.08. Eleonora De Fonseca Pimentel
BACHECA
Bibliografia e fonti
Il SurjaForum
L'ANGOLO DELLE FAVOLE
SALOTTO LETTERARIO



 Anthakarana
 Art Jewelry
 Blu Delfino Blu
 BluGoa
 Gli Occhi del Drago
 Il Ponte dell'Arcobaleno
 Il Raggio Verde
 La Pietra Verde
 Le Pietre delle Fate
 Moonwitch
 Navaratna
 Rainbowbridge
 Saraswati
 Silvermoon
 Spazio Cucina
 Surja
 SurjaAge

Torna alla Home del SurjaRing

Hai voglia di partecipare attivamente? Vuoi vedere pubblicato un tuo intervento inerente gli argomenti trattati all'interno di questo sito? INVIACI un messaggio illustrandoci l'argomento che desidereresti trattare: ti risponderemo al più presto richiedendoti l'invio del materiale, ed anche una tua foto, se vuoi.

Pubblicheremo gli interventi che, a nostro giudizio, saranno ritenuti più originali ed interessanti.
03.3. Chi sono io?

Angeli dei Sette Chakra
Gli Angeli dei Chakra si rivolgono ad animi in cammino verso un sempre maggiore e consapevole equilibrio personale.
Donarsi o donare un angelo dei Chakra è un gesto colmo di simboli e significati.

Visualizza tutti gli Angeli dei Sette Chakra>>>
Praticamente tutto il quartiere era in apprensione per le condizioni di salute di Raffaele Da Pozzo, colpito in primavera da un leggero ictus che lo manteneva in uno stato di sospensione tra la confusione mentale più totale e qualche raro momento di lucidità, senza tuttavia intaccare né l’appetito del vecchio, che rimaneva buono, né la forte antipatia che aveva sempre nutrito per il genero e che, anche in quelle condizioni, non mancava di lasciar trapelare.
Raffaele Da Pozzo era sempre stato buono, ma non fesso, e aveva capito subito che quel notaio squallido e anonimo, eternamente sudato sia d’inverno che d’estate, con le mani bianche e molliccie, gli spessi occhialini da miope, lo sguardo finto ingenuo di chi vuole fare il furbo credendo di poter impunemente servirsi degli altri, non aveva sposato sua figlia per amore, ma per la cospicua eredità che le sarebbe toccata dopo la sua morte.
I Da Pozzo erano, infatti, di nobili natali, la loro famiglia aveva avuto origine in Toscana nientedimeno che da un ramo collaterale degli Alighieri, nell’alto medioevo, e l’etimologia del cognome si faceva risalire all’eroico gesto del cavaliere Baldo, lontano antenato, che aveva compiuto un burrascoso salvataggio di una bambina caduta in un pozzo.
C’era, però, qualche incredulo che metteva in dubbio questa spiegazione perché non capiva come mai un nobile non abitasse in un castello o quantomeno in luogo più signorile della popolare via Arenaccia, e allora si ironizzava che sicuramente la bambina doveva essere caduta in qualche altro tipo di buca, meno profonda e meno romantica…
La verità è che una serie di investimenti sbagliati avevano portato i Da Pozzo a scendere sempre più in basso nella scala sociale, ma mai a toccare il fondo, e comunque rimanevano dei benestanti, democratici, di buon cuore e, tutto sommato, dei veri signori.
La moglie di Raffaele era morta di parto subito dopo la nascita della figlia Eleonora, e l’uomo si era preso cura della bambina con una devozione ed un amore totali. Probabilmente era convinto che la ragazza non si sarebbe mai separata da lui ed invece, non solo si era sposata, ma con un individuo che non gli andava a genio nemmeno un poco però, da vero signore, non si era opposto al matrimonio, non aveva mai detto una parola fuori posto al genero, tanto meno aveva manifestato i suoi reali sentimenti alla figlia, solo lo sguardo perplesso che, di tanto in tanto, rivolgeva al genero, aggrottando le bianche sopracciglia, lisciandosi col pollice e l’indice il labbro superiore, lo tradiva ma, appena si accorgeva di essere osservato, si affrettava a ricomporre la maschera facciale ad un atteggiamento di assoluta neutralità.
E poi, incautamente, un giorno aveva confidato ad un vicino, che si era affrettato a far sapere ad un altro vicino, e questi a sua volta ad un altro ancora, che cosa ne pensasse realmente del marito della figlia, ma sempre molto signorilmente ed educatamente, sicché la cosa era divenuta di dominio pubblico.
Da qualche giorno le sue condizioni di salute sembravano peggiorate ed il medico faceva la spola tra l’ambulatorio e casa Da Pozzo, segno evidente che il momento del trapasso era ormai imminente.
Una piccola folla di familiari, amici e semplici conoscenti si dava continuamente il cambio intorno alla futura orfana, per offrirle tutto il sostegno psicologico richiesto dalla delicata circostanza, ed anche per darle un aiuto concreto nel caso le servisse qualcosa di materiale.
Eleonora apprezzava ma restava silenziosamente, ostinatamente e dignitosamente (come si conveniva ad una ragazza di nobili origini), chiusa nel suo dolore, seduta al capezzale dell’amato padre che, ormai da diverse settimane, non riconosceva più nessuno.

***


Quel giorno, dalla cucina attigua alla camera del moribondo, si levò un improvviso brusio, un cicaleccio concitato di voci femminili, che tacque solo per fare posto ad un’unica voce, quella dell’intero vicinato che all’unisono annunciò:
Donna Eleonò, sta salendo vostro marito!”
Donna Eleonora alzò gli occhi dal rosario che stringeva tra le dita, rivolse un accorato sguardo al padre, sospirò e poi, con un filo di voce, rispose:
Sì,…tanto…”- con un’indeterminazione ed un’indefinitezza nel tono della voce che, per chi conosceva un poco i Da Pozzo, erano non poco illuminanti sul rapporto esistente tra suo padre e suo marito, e sulla considerazione in cui era tenuto quest’ultimo dal povero vecchio in pigiama e papalina.
Preceduto dal codazzo di vicini che si era passata la voce fino alla camera del moribondo, Nicolino entrò lentamente, a fatica, col passo strascicato, col suo vestito grigio topo, la cravatta allentata, il viso grondante sudore continuamente asperso da un largo fazzoletto bianco, una grossa borsa di pelle nera stretta sotto un’ascella. Si avvicinò al letto e chiese genericamente ai presenti:
“Come sta? Capisce o non capisce? E’ in sé o è fuori di sé?“
Sua moglie scosse la testa, qualcuno scrollò le spalle, qualcun altro asciugò una lacrima.
"Aspettate, mo’ ci penso io. Volete vedere che mi riconosce?“ – asserì l’uomo sfoderando un ottimistico sorriso a trentadue denti.
"Sì, sì, prova…”- sussurrò la moglie.
“ Sì, sì, provate!“- lo incoraggiarono i presenti sorridendo rassicuranti e disponendosi meglio nella stanza per godere la scena.
Nicolino si accomodò sul letto di fronte al marchese, puntò la sinistra sul materasso per tenere l’equilibrio, con la destra si slacciò la cravatta, asciugò ancora una volta il sudore che gli scendeva a rivoli dalla fronte, ripose il fazzoletto nella tasca della giacca e poi cominciò a chiamare: “Papà? Papà?…Marchese?…”-
Raffaele Da Pozzo spalancò gli occhi e guardò fisso l’uomo che ricambiò lo sguardo con un identica espressione un poco ebete. Allora Nicolino si schiarì la voce e, fissandolo, in tenera cantilena chiese:
“Papà, guardatemi: mi riconoscete? Papà, papà, marchese, chi song’io?”
Eleonora aveva il cuore alla gola e un tremito che le trapassava tutto il corpo per l’agitazione, ed anche i presenti partecipavano del suo stato d’animo. Tutti, ma proprio tutti, erano in sospensione per la risposta, e non un suono, un sibilo, un respiro risuonavano nella stanza.
L’uomo ripetè la domanda: “Chi song’io?”
Il vecchio ebbe un sussulto, si riscosse come se solo allora avesse messo a fuoco la situazione e parve perdere quell’espressione terrorizzata che poc’anzi aveva esibito all’apparire del genero. Negli occhi gli balenò, per un istante, una luce divertita, poi il volto s’incupì, divenne serio e sollevò un poco la testa dal cuscino.
“ Marchese?…Papà?…Parlate! Rispondete: Chi sono io?“-
Pressato dalla domanda, incalzato dagli sguardi dei presenti in apprensione ma, soprattutto desideroso di liberarsi dal macigno che lo opprimeva, sempre sostenendo lo sguardo dell’interlocutore, con atteggiamento di grande fierezza, come quel Farinata suo conterraneo che “…aveva il mondo in gran dispitto “, finalmente parlò.
Senza esitazione, con calore e decisione, in modo poco signorile, con un linguaggio niente affatto elegante, per nulla consono ad una famiglia dalle origini nobili, che nemmeno lontanamente ricordava il sacro idioma fiorentino sicuramente parlato dai suoi antenati, ma molto da vicino il colorito dialetto partenopeo che, in quella circostanza, si rivelava essere il più adatto per l’espressione dello stato d’animo che, da tempo, al povero vecchio premeva rivelare, il marchese Da Pozzo esclamò:
”‘O frate d’o cazzo!“
Poi ripiombò sul cuscino e spirò.
Francesca Santucci
© F.Santucci - Tutti i diritti riservati. È vietato utilizzare questo testo, anche parzialmente, senza autorizzazione.
Ti piace questo sito?
Invita anche un tuo amico a visitare il SurjaRing!
clicca qui


Collabora con noi!
C'è un argomento che ti appassiona
e desideri condividerlo nel web?
Hai voglia di diventare uno dei nostri?
Collabora con noi!
C'è uno spazio gratuito che ti attende
all'interno del SurjaRing.
Clicca qui
In riferimento alla recente legge del 2015 entrata in vigore il 2 giugno sui cookie, avvertiamo i visitatori che questo sito non utilizza cookie per raccogliere dati degli utenti ma solo cookie tecnici, necessari al funzionamento del sito e per consentire agli utente di accedervi.
Non dimenticare di iscriverti alle
NewsLetter del SurjaRing!


Vuoi un regalo dal SurjaRing? clicca qui




REGISTRATI
per ricevere novità
dal SurjaRing










Per la pubblicità su     questo sito clicca qui!

Segnala il SurjaRing     ad un amico

Partecipa al     SurjaForum

Fai di SurjaRing la tua     Home Page

Collabora con noi

Ascolta la SurjaMusica


Surja

Cristallidiluna

BluGanesha

Profumidoriente


Free Internet - Free e-mail
NAVIGA IN INTERNET con un accesso sicuro e veloce al costo di UNA TELEFONATA URBANA ed una casella e-mail con ANTISPAM e ANTIVIRUS!


ScambioBanner
Esponi un banner del tuo sito in SurjaRing!


SurjaTeam
Chi scrive in
SurjaRing?


Ars culinaria
La Locanda di Donna Sofia


SurjaForum
Partecipa anche tu al Forum del SurjaRing!


SurjaTeam
Chi scrive in SurjaRing?


Free Internet - Free e-mail
NAVIGA IN INTERNET con un accesso sicuro e veloce al costo di UNA TELEFONATA URBANA ed una casella e-mail con ANTISPAM e ANTIVIRUS!


I CHING
Consulta l'oracolo: un nuovo servizio offerto da SurjaRing


ScambioBanner
Esponi un banner del tuo sito in SurjaRing


SurjaForum
Partecipa anche tu al forum del SurjaRing!




SurjaTeam
Chi collabora con SurjaRing?

SurjaLink
I siti consigliati da SurjaRing

SurjaDono
Richiedi il dono del SurjaRing

ScambioBanner


powered by Neomedia

© Copyright Surja s.a.s. Tutti i diritti riservati.
È vietato utilizzare i contenuti di questo sito senza autorizzazione.